Musica

Tom Smith – Due sere, due città, in attesa del nuovo album.

Ci sono artisti che ascolti, e poi ci sono artisti che abiti.

Gli Editors — e Tom Smith di conseguenza — appartengono alla seconda categoria: non si consumano, non si mettono in pausa, non passano di moda.

Per chi non li conosce, gli Editors sono una band britannica nata nei primi anni Duemila, legati a un immaginario fatto di introspezione, ombra, romanticismo gotico e tensione emotiva. Un rock cupo ma luminoso, in cui la voce profonda di Tom è una firma riconoscibile dopo una singola nota.

Questo autunno ho avuto la fortuna di incontrare Tom in due momenti molto diversi e proprio per questo perfettamente complementari.

Milano – 30 Ottobre, Triennale

Un evento raro, per pochi fan. Una presentazione in anteprima del nuovo album, in un contesto intimo. Era uno di quei momenti in cui ti rendi conto che stai partecipando a qualcosa che non si ripeterà.

Poche sedie, qualche divanetto gente a terra davanti a lui, nessuna distanza tra artista e pubblico, nessuna barriera. Era Tom senza filtri, senza sovrastrutture: voce, racconti, pensieri, attese e sorprese e il suo piedino incrociato sopra l’altro che ballava mentre sorreggeva la chitarra. Un privilegio vero, quello che non compri e non posti: lo vivi.

Parma – Teatro Regio, venerdì scorso

E poi Parma.

Stesso artista, scenario opposto. Il Teatro Regio è un luogo che pretende silenzio, storia, rispetto. È un contenitore di eleganza, dove ogni applauso sembra rimbalzare sulle pareti dorate e ogni respiro diventa parte della scena.

Non è il classico posto da concerto, è un tempio culturale. E forse proprio per questo l’esperienza è stata così potente: musica viscerale inserita in un contesto tradizionale, come se due mondi lontani si fossero finalmente parlati.

E io non ero sola.

C’erano gli amici della vita, arrivati da Genova, e c’era Francesco.

I chilometri, la stanchezza del viaggio in serata, l’incastro delle vite quotidiane… tutto è diventato irrilevante nel momento in cui le luci si sono abbassate.

L’organizzazione, inutile negarlo, è stata pessima.

Il biglietto è stato un campo minato — e chi mi segue sa bene che ho già espresso ampiamente il mio malcontento — ma non voglio tornare lì: non merita di rovinare la bellezza di ciò che poi è accaduto.

Sul palco, Tom ha portato la sua doppia anima: quella solista e quella Editors.

E per una notte abbiamo viaggiato tra passato, presente e un futuro che sta per arrivare: il nuovo album, There is nothing in the dark that isn’t there in the light, , infatti, uscirà il 5 dicembre.

E se le premesse sono quelle ascoltate in anteprima, sarà qualcosa che non si dimentica.

Ci sono artiste e artisti che riempiono gli stadi.

E poi ci sono quelli che ti riempiono l’anima.

Tom Smith appartiene alla seconda categoria.

E io sono grata di averlo incontrato in questi giorni quanto in tutti gli anni che ho seguito gli Editors, in luoghi che non potrebbero essere più diversi, ma che hanno raccontato la stessa verità: La musica è la vita.


Scopri di più da Not Mars

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Lascia un commento